Featured Image

Slasher

2016
Titolo Originale:
Slasher
REGIA:
Craig David Wallace
CAST:
Katie McGrath (Sarah Bennett)
Brandon Jay McLaren (Dylan Bennett)
Steve Byers (Cam Henry)

Il nostro giudizio

Slasher è una serie tv canadese del 2016, creata da Aaron Martin

«Non puoi trasformare un film slasher in una serie tv… i film slasher bruciano in fretta, la tv deve portare le cose per le lunghe» chiosava, in uno dei pochi momenti metanarrativi, un personaggio di Scream, la serie tv tratta dall’omonimo film di Wes Craven. Chi può negare che lo slasher, nella sua essenziale natura di struttura a rosario, contiene una forte componente eterea, che nasce e si consuma nell’arco di novanta, spesso meno, minuti? Va altresì aggiunto che molte serie negli ultimi anni hanno dimostrato come sia possibile tenere in piedi il genere declinandolo nel linguaggio seriale: il già citato Scream, ma anche un paio di stagioni di American Horror Story, Scream Queens e Hannibal presentano delle versioni alternative – adattate ai tempi del piccolo schermo e alle esigenze di pubblicitari e reti – del sempre valido slasher che, sin dai tempi di Natale rosso sangue di Bob Clark (o di Reazione a catena di Bava, a essere più cattolici del Papa), ripete all’infinito la tiritera del mostro che mette in scena una catena di delitti. Quando si tratta di mettere in scena si punta il dito sull’elemento cardine dello slasher, la spina dorsale a cui si agganciano tutti i dettagli secondari: l’estetica del sangue, la rappresentazione sacrilega, blasfema, dello spirito della morte. Se siete appassionati di questo genere, avete adorato persino l’ennesimo capitolo di Venerdì 13, di Halloween o un di Natale di sangue qualsiasi, allora non potere perdere Slasher, una serie canadese che non si può non amare.

La storia di Slasher è il titolo, senza abbellimenti, variazioni metatestuali, riflessioni metacinematografiche, ammiccamenti post-moderni, derive trash. Puro, semplice, distillato di genere come si faceva negli anni Ottanta, senza ostinarsi a trovare qualcosa di nuovo. Il canale canadese che la produce è Chiller, una tv tematica incentrata sull’horror che ha deciso di lanciarsi nel campo delle produzioni in proprio per offrire ai propri utenti delle serie esclusive. Sono intenditori di horror che sanno cosa può stuzzicare l’appetito di un fan. Siamo in una piccola città della provincia americana: non è Haddonfield, ma Waterbury e non cambia assolutamente nulla. Lì si trasferisce Sarah Bennett (Katie Mcgrath, notevolmente brava, ce la ricordiamo al centro della morte più assurda in Jurassic World) nella stessa casa dove trent’anni prima è nata tra le mani di un maniaco mascherato soprannominato “il giustiziere”, Tom Winston (Patrick Garrow), dopo aver macellato madre e padre in una notte di Halloween. Messo piede in città inizia la girandola di omicidi a opera di un maniaco che ricalca l’estetica del giustiziere e punisce le persone attorno a Sarah che hanno ceduto a uno dei sette peccati capitali.

La storia è questa, immediata, lineare, senza trappole e inganni. I riferimenti a Carpenter si sprecano (nella puntata finale c’è pure una soggettiva, intarsiata da una maschera, dell’assassino da piccolo) ma a colpire è la crudeltà degli omicidi, la pornografica rappresentazione di quello che è lo scopo primo dello slasher, ovvero l’exploitation della morte. Ogni morte, in Slasher, è mostrata, nei suoi dettagli più o meno cruenti e con un compiacimento visivo raro da vedere persino sul grande schermo: il teaser che apre il primo episodio è lì a testimoniarlo, con l’omicidio del padre di Sarah semplicemente esagerato, in cui il machete affonda materialmente non una e non due volte, perché la violenza in queste storie non è mai abbastanza. La scelta di puntare su un cast adulto, piuttosto che sui soliti volti finto-adolescenti, accresce la stima nei confronti degli autori, Aaron Martin (creatore) e Craig David Wollace (regista), i quali tenendo in mano l’intero progetto hanno riproposto una storia archetipica, nel pieno rispetto delle tappe chiave del genere, ma con uno spirito sacrale nei confronti dei maestri del passato. L’intenzione, in futuro, è di proseguire con una struttura antologica, in cui ogni stagione racconta una storia autoconclusiva. Perché lo slasher deve pur spegnersi dopo aver toccato la temperatura più elevata.