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Replicas

2018
Titolo Originale:
Replicas
REGIA:
Jeffrey Nachmanoff
CAST:
Keanu Reeves (Will Foster)
Alice Eve (Mona Foster)
Emily Alyn Lind (Sophie)

Il nostro giudizio

Replicas è un film del 2018, diretto da Jeffrey Nachmanoff.

Da qualche tempo a questa parte pare proprio che l’estenuante battaglia all’ultimo chip fra RoboCop e HAL 9000 stia decisamente pendendo a favore di quest’ultimo. Tuttavia, mentre Alexa e compagne si preparano ad entrare quatte quatte nel calduccio delle nostre casette con la loro suadente e servizievole vocina, qualcuno sembra ancora disposto a dar credito al transumanesimo, la fantasiosa e utopica teoria che ci vorrebbe in grado, in un futuro nemmeno troppo lontano, di poter annullare del tutto la nostra data di scadenza da esseri umani uploadando la nostra coscienza e il nostro bacato cervellino all’interno di dispositivi tecnologici. Va detto che l’idea di una potenziale immortalità digitale non è certo nuova al grande e piccolo schermo, ma ciò che quel mattacchione di Jeffrey Nachmanoff – conosciuto ai più per essere la penna dietro alla caciarona apocalisse di The Day After Tomorrow –  ha voluto proporci con Replicas è qualcosa che, seppur puzzando di stantio a priori, quantomeno torna a farci riflettere sulle sempreverdi implicazioni etiche del rapporto fra orga e mecha, nella formula di un thrillerino fantascientifico ben confezionato e a tratti decisamente intrigante.

Presentato in pompa magna al Toronto International Film Festival 2018, Replicas narra dello stupefacente e miracoloso esperimento progettato e messo in atto dal dottor Will Foster (Keanu Reeves), neuroscienziato capace di trasferire la mente e la personalità di individui deceduti all’interno di corpi robotici appositamente progettati. Quando la giovane moglie Mona (Alice Eve) e i tre amati figlioletti (Emily Alyn Lind, Emajay Anthony e Aria Lyric Leabu) muoiono in seguito a un tragico incidente automobilistico, l’uomo decide di buttare bellamente all’aria ogni remora e implicazione morale, scegliendo di utilizzare la tecnologia da lui stesso progettata per trasferire la coscienza degli amati cari deceduti all’interno di cloni coltivati ad hoc. C’è solo un piccolissimo ma fondamentale problema: il procedimento permette di agire solo su tre organismi, obbligando Will a scegliere con estremo dolore chi dover sacrificare all’oblio eterno. Quando nel 2014 la turbolenta e vendicativa coscienza di Johnny Depp veniva salvata in extremis dalla morte per essere digitalizzata in Transcendence, la tematica del transumanesimo digitale era già storia vecchia, mentre, qualche anno prima, col suo piglio decisamente indie, Womb aveva gettato una luce intima ed esistenzialista sulle questioni morali legate ai limiti estremi della clonazione post mortem. Pensare a Replicas come a una sorta di mash-up fra la pellicola di Pfister e quella di Fliegauf sarebbe tuttavia come cercare del filosofico nella pubblicità dei Pavesini.

Qui, infatti, siamo decisamente nel campo dell’intrattenimento nudo e crudo, senza troppi fronzoli e con parecchi buchi da rattoppare. Tralasciando il sapore di minestrone riscaldato – gustoso, per carità, ma pur sempre riscaldato – della narrazione, il progetto di Nachmanoff mostra segni di cedimento per lo più su due fronti: quello di una CGI parecchio imbarazzante (ma per fortuna ridotta all’osso) e quello, non meno importante, di una recitazione alquanto mediocre e parecchio ingessata. Quel poveraccio di Keanu Reeves, abituato ormai da qualche annetto a imbroccarne una su cento, qui appare tutto sommato al di sopra dei suoi recenti (e indecenti) standard, muovendosi quasi sempre a suo agio all’interno di un universo sci-fi che, da Johnny Mnemonic a Matrix, ormai sembra averlo assimilato e digerito senza particolari problemi. Infarcito di colpi di scena quantomeno decenti e disseminato qua e là di spunti lasciati ad appassire senza particolare interesse, Replicas si dimostra un discreto passatempo senza pretese e senza troppi grattacapi, niente per cui strapparsi i capelli ma nemmeno robaccia da gettare nel cassonetto, Un filmetto da guardare giusto una volta per poi riporlo nel cestino del riciclaggio da cui proviene.