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John from Cincinnati

2007
Titolo Originale:
John from Cincinnati
CAST:
Rebecca De Mornay (Cissy Yost)
Greyson Fletcher (Shaun Yost)
Willie Garson (Meyer Dickstein)

Il nostro giudizio

John from Cincinnati è una serie tv del 2007, inedita in Italia, ideata da David Milch e Kem Nunn

Se la cancellazione di Deadwood è stata presa con filosofia da David Milch, quella di John from Cincinnati è stata un colpo più duro: ascoltare il suo commento agli episodi della serie raccolti in dvd fa emergere, tra i lunghi silenzi, tutto il suo dolore ed è un’esperienza quasi straziante. John from Cincinnati, il cui acronimo JFC è lo stesso di “Jesus Fucking Christ”, racconta di una sorta di messo celeste che chiaramente non si chiama John e non viene da Cincinnati. Giunge ad annunciare un nuovo avvento, il cui messaggio sarà diffuso attraverso il codice binario delle riprese digitali e un logo, che rappresenta una monade, moltiplicato come il pane e i pesci grazie al portento del merchandising del surf.

Il misterioso e saggio idiota di John from Cincinnati estrae dalle tasche quel che gli serve, come Eta Beta, e parla quasi solo ripetendo frasi che ha già sentito, ingenerando un continuo cortocircuito linguistico. Quando il giovane Shaun, promettente surfista vittima di un tragico incidente, resuscita inspiegabilmente, la famiglia del ragazzo, disfunzionale come poche, inizia a preoccuparsi e intorno a loro si raduna una bizzarra combriccola di esseri umani, ognuno con le proprie nevrosi, il proprio linguaggio, le proprie ossessioni e soprattutto i propri dolori. Questa comunità prende via via residenza in un motel, ereditato da uno di loro, e cerca di interpretare i poco rassicuranti messaggi di John, in un cammino di autocoscienza e allo stesso tempo di conoscenza del prossimo, che porta a cementare l’insolito gruppo sociale.

Tra sequenze oniriche e lunghi quanto ermetici soliloqui metafisici, in John from Cincinnati si assiste a qualcosa di tanto prodigioso quanto indefinibile, che costringe anche lo spettatore a uno sforzo di comprensione verso il linguaggio, sia filmico sia parlato. È troppo anche per HBO e questi dieci episodi rappresentano la frontiera ultima della Tv d’autore con mezzi produttivi di questa entità.