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Il delitto Varani

2018
Titolo Originale:
Il delitto Varani
REGIA:
Nicola Prosatore

Il nostro giudizio

Il delitto Varani è un docu-film del 2018, diretto Nicola Prosatore

Il delitto Varani è un docu-film prodotto da A+E Networks Italia e trasmesso in prima visione da Sky Crime + Investigation lo scorso 27 marzo 2018. Il documentario, ideato da Alessandro Garramone e Annalisa Reggi e diretto da Nicola Prosatore, cerca di riscostruire, attraverso testimonianze e materiali inediti, le vicende legate all’omicidio di un ragazzo romano di origini macedoni, Luca Varani, 23 anni, avvenuto nella capitale la mattina del 4 marzo del 2016. Manuel Foffo, studente universitario di 29 anni, di famiglia benestante, confessa al padre Valter l’atroce delitto consumatosi nel corso di un festino a base di sesso e droga durato tre giorni e tre notti e che vede coinvolto un altro ragazzo di nome Marco Prato, trentenne, omosessuale e molto conosciuto nell’ambiente romano dei festini organizzati. Manuel e Marco, totalmente assuefatti dall’alcol e dalla cocaina, avrebbero attirato con un pretesto Luca Varani nell’appartamento di Manuel per poi drogarlo, torturar

lo ed infine ucciderlo crudelmente a colpi di martellate e coltellate. Manuel Foffo si dichiarerà colpevole e verrà condannato a trent’anni di carcere con il rito abbreviato, mentre Marco Prato, che asserirà di essere innocente e soltanto succube (per amore) del volere di Manuel, si suiciderà il giorno prima dell’inizio del processo. Il documentario di Prosatore propone una descrizione lucida e accurata dei fatti, che vuole essere il più fedele possibile alla realtà, anche perché basata su dinamiche di scena ricostruite e riprodotte attraverso le registrazioni audio dei due accusati e le interviste fatte ai familiari dei ragazzi coinvolti nel delitto. Il movente della brutale uccisione rimane sconosciuto, ma secondo le dichiarazioni di Manuel pare fosse legato alla voglia di provare qualcosa di veramente forte. Più precisamente: “per vedere l’effetto che avrebbe fatto”.

Il delitto Verani è stato oggetto di discussioni e dibattiti giornalistici e criminologici, sicuramente anche per effetto della spettacolarizzazione mediatica che ne è stata fatta e per come ha scosso l’opinione pubblica e l’immaginario collettivo, sempre molto incalzante nei confronti dei casi di cronaca nera. Tanto è stato detto e teorizzato sulla ricostruzione dell’identità dei diretti interessati, a partire dall’analisi della loro storicità e del loro retroterra familiare e culturale, delle modalità distorte di socializzazione che caratterizzano la movida romana, dell’interiorizzazione anomala di norme sociali e modelli comportamentali. In sostanza si è molto discusso sulle possibili cause psicosociali che avrebbero favorito e alimentato lo sviluppo di una personalità deviante e “criminale”. Sconvolto e senza parole appare il padre del ragazzo ucciso, Giuseppe Varani, del quartiere periferico della Storta, a nord della capitale, il quale nel corso dell’intervista difende con fermezza la memoria del figlio Luca dalle accuse/calunnie rivolte da parte di Marco Prato che lo aveva descritto come una persona solita fare marchette e prostituirsi per soldi nell’ambiente dei festini privati. Altrettanto incredulo sembra il padre di uno dei ragazzi accusati, Valter Foffo, che descrive il figlio Manuel come un bravo ragazzo magari un po’ viziato e sbandato, con scarsa voglia di lavorare, ma non sicuramente come un assassino.

Eppure, un festino trasgressivo era culminato nella brutale uccisione di un ragazzo di 23 anni per mano di due ragazzi incensurati. «Abbiamo deciso che devi morire» sono le parole pronunciate da Marco e Manuel nei confronti di Luca Varani poco prima dell’inizio delle sevizie che avrebbero portato alla fine della sua esistenza. Suggestive anche le interpretazioni che emergono dall’intervista fatta allo scrittore Nicola Lagioia che ha studiato il caso Varani e che sostiene che questa storia rappresenta il “nostro lato oscuro”. A questo proposito, si potrebbe cautamente ipotizzare una situazione di mancata repressione e regolamentazione degli istinti sessuali e aggressivi e della volontà di uccidere, certamente amplificata da uno stato confusionale e allucinatorio per l’uso eccessivo di droghe e dalla prolungata assenza di sonno da parte dei due ragazzi. Non si conoscono in realtà con esattezza tutti i particolari e le cause dell’efferata uccisione di Luca Varani, che restano fondamentalmente un mistero, cosi come le motivazioni psicologiche che hanno indotto Manuel Foffo e Marco Prato alla follia omicida. Dal ritrovamento del corpo martoriato però emergono con forza le modalità spietate del barbaro omicidio, dettato da una passione libidinosa e sfrenata per l’orrido, il cruento, il malvagio. Forse una sorta freudiana di “Eros e Thanatos”.