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House of cards – Stagione 1

2013
Titolo Originale:
House of cards
REGIA:
David Fincher
CAST:
Kevin Spacey: Frank Underwood Robin Wright: Claire Underwood Michael Kelly: Doug Stamper Kate Mara: Zoe Barnes Corey Stoll: Peter Russo Michael Gill: Garrett Walker Molly Parker: Jackie Sharp Sakina Jaffrey: Linda Vasquez Constance Zimmer: Janine Skorsky Kristen Connolly: Christina Gallagher Rachel Brosnahan: Rachel Posner Sandrine Holt: Gillian Cole Jayne Atkinson: Catherine Durant Mahershala Ali: Remy Danton Sebastian Arcelus: Lucas Goodwin Ben Daniels: Adam Galloway Gerald McRaney: Raymond Tusk Reed Birney: Donald Blythe Boris McGiver: Tom Hammerschmidt Dan Ziskie: Jim Matthews Nathan Darrow: Edward Meechum Kevin Kilner: Michael Kern

Il nostro giudizio

House of cards – Stagione 1 è una serie del 2013, trasmessa in Italia nel 2013, ideata da Beau Willimon.

Era il marzo 2011 quando Netflix, piattaforma di streaming online statunitense, scelse il potere (con relativa futura gloria) al vile denaro. In quell’anno la società decise di compiere il grande passo e produrre, per la prima volta in assoluto, contenuti originali per i suoi spettatori. Netflix ottenne dunque, per una cifra esorbitante (si parla di 100 milioni di dollari), i diritti della miniserie originale BBC House of Cards. Un avvenimento senza precedenti nella storia della televisione, in quanto si trattava di un acquisto a scatola chiusa, senza l’ombra di un episodio pilota e, di conseguenza, nessuna certezza di successo. Il progetto, soffiato ad altri Network quali HBO, AMC e Showtime, si attuò con la partecipazione di David Fincher alla regia dei primi due episodi e alla produzione, del premio Oscar Kevin Spacey protagonista assoluto e produttore esecutivo, dello scrittore Beau Willimon allo sviluppo della sceneggiatura. La prima stagione, composta da tredici episodi, è stata pubblicata interamente il 1° febbraio 2013 on demand su Netflix. La rivoluzione si compie, la storia della televisione è cambiata per sempre. Un’operazione di così ampio respiro commerciale non sarebbe mai partita senza un soggetto potente a fare da cuore pulsante all’intera opera. L’idea nasce dalla mente e dalla penna del britannico Michael Dobbs, politico conservatore nell’era di Margaret Thatcher e autore del romanzo da cui è tratta la serie.

Il protagonista di House of cards – Stagione 1 è Frank Underwood, democratico capogruppo di maggioranza al Congresso. Lo straordinario interprete Kevin Spacey si destreggia magnificamente sullo spazio scenico, fino a invadere la platea distruggendo la quarta parete e rivolgendosi al pubblico, nella totale immedesimazione con lo spettatore. Il deputato ha trionfalmente diretto la campagna presidenziale di Garret Walker, il quale, dopo esser diventato Presidente degli Stati Uniti d’America, viene meno a delle promesse fatte in precedenza circa la nomina a Segretario di Stato del Nostro. Questa decisione del presidente innesca una serie di complotti, piani e tradimenti, architettati da Underwood, volti a destabilizzare l’entourage della casa bianca. La vendetta come movente, la scalata al potere come fine ultimo. In questo delirio politico shakespeariano, in cui non esistono buoni o cattivi, si muovono personaggi disillusi e senza scrupoli. Giornalisti, guardie del corpo, sindacati, lobbisti, faccendieri, funzionari di stato e responsabili no profit sono i re e le regine che si trascinano nella grande scacchiera del potere, dove non c’è alcuna consolazione per i tristi comuni pedoni. La regina in persona si chiama Claire Underwood (interpretata dalla splendida e glaciale Robin Writght), moglie (non) devota di Frank, fredda e calcolatrice donna che ogni politico che si rispetti dovrebbe avere al proprio fianco. L’aspirante regina, invece, è Zoe Barnes, che ha il visino angelico di Kate Mara, giornalista che tenta la scalata al successo grazie all’appoggio di Frank. Il ruolo dell’alfiere sulla via della redenzione è affidato a Peter Russo (Corey Stoll), deputato dal vizietto facile, comodamente corruttibile, che Frank ha ammaestrato a docile pedina del suo lungimirante disegno.

L’impresa progressista di Netflix non poteva non toccare temi a loro volta innovatori. In questa prima stagione quello più interessante è senza dubbio l’aspetto tecnologico della vicenda. La trasformazione all’interno della redazione di un giornale, i nuovi mass media, l’avvento di twitter e del giornalismo digitale. Parallelamente c’è una profonda riflessione sul tempo che scorre, sul passato e sulla capacità di vivere al passo con le rivoluzioni, siano esse tecnologiche o, più semplicemente, umane e sentimentali. Il successo di House of Cards – Stagione 1 è stato unanime, critica e pubblico lo hanno elogiato allo sfinimento. La serie ha riscritto la storia del piccolo schermo aggiudicandosi nove candidature agli Emmy Awards (vincendone quattro), per la prima volta in assoluto una serie TV distribuita online entra in competizione con quelle della TV via cavo. La serie vince anche quattro Golden Globe, tra cui quello per la miglior attrice per l’interpretazione di Robin Wright.