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Good Time

2017
Titolo Originale:
Good Time
REGIA:
Ben Safdie e Joshua Safdie
CAST:
Robert Pattinson (Constantine "Connie" Nikas)
Ben Safdie (Nick Nikas)
Barkhad Abdi (Dash)

Il nostro giudizio

Good Time è un film del 2017, diretto da Ben Safdie e Joshua Safdie

 Connie Nikas (Robert Pattinson) è un rapinatore costretto a mantenere un equilibrio precario tra le sue attività illecite e il bisogno di prendersi cura del fratello Nick (Ben Safdie, co-regista del film), affetto da un handicap mentale. Quando quest’ultimo viene arrestato dopo un colpo andato male, Connie deve escogitare un modo per riportarlo a casa sano e salvo. Inizia così una lunga notte frenetica e violenta, nel cuore di una New York buia ma al contempo colorata, messa in scena dai fratelli Safdie, arrivati al terzo lungometraggio di finzione e primo con ambizioni sottilmente più mainstream, principalmente grazie alla presenza di una star del calibro di Pattinson (a completare il cast ci sono caratteristi d’eccezione come ), ma anche per via della selezione in concorso al 70° Festival di Cannes (i precedenti Daddy Longlegs e Heaven Knows What debuttarono rispettivamente nella Quinzaine des Réalisateurs, sempre a Cannes, e nella sezione Orizzonti della Mostra di Venezia).

dentro 1

Come in Heaven Knows What, ritratto duro e senza compromessi della tossicodipendenza giovanile nella Grande Mela, Good Time mostra il lato meno positivo della più nota città americana, adottando però un’ottica più pulp e a tratti surreale, con intermezzi che possono richiamare quel viaggio notturno stralunato che fu Fuori orario di Martin Scorsese. La disperazione cede il posto all’ottimismo e ad una forma molto particolare di entertainment, dove i codici di genere sposano una riflessione più autoriale sull’amore fraterno, elemento molto presente sia nel film che dietro la macchina da presa. Un connubio più suggerito che effettivamente messo in atto (a livello di scrittura si avverte una certa superficialità nella seconda parte della pellicola), ma abbastanza efficace grazie all’esplorazione di un microcosmo che i Safdie sembrano conoscere bene, restituendo un’immagine relativamente inedita della loro città e dei suoi angoli più insoliti (il parco divertimenti su tutti).

dentro 2

Tra intuizioni visive notevoli e picchi di humour nero e bislacco, si muove un Pattinson in stato di grazia, al centro di quasi tutte le scene del film e dotato di un carisma ruvido che, come già accaduto al servizio di David Cronenberg, James Gray e David Michod, viene piegato in modo sorprendente e coinvolgente per soddisfare le esigenze dei Safdie. Lasciatosi definitivamente alle spalle l’ingombrante ricordo della maldestra saga di Twilight, l’attore inglese si dà anima e corpo a un personaggio amabilmente detestabile, guidato da un altruismo sincero e toccante. Al suo fianco continua anche l’evoluzione recitativa di Ben Safdie, l’anima umana meno vistosa di un crime drama efficace e divertente che riesce a mantenere la promessa del titolo, almeno per quanto concerne l’esperienza del pubblico in sala.