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Gli occhi del testimone

1994
Titolo Originale:
Mute Witness
REGIA:
Anthony Waller
CAST:
Marina Zudina (Billy Hughes as Marina Sudina)
Fay Ripley (Karen Hughes)
Evan Richards (Andy Clarke)

Il nostro giudizio

Gli occhi del testimone è un film del 1994, diretto da Anthony Waller.

Il lemma muta-in-pericolo richiama The Spiral Staircase (Robert Siodmak, 1946) dove Dorothy McGuire era insidiata da un killer seriale di rara repellenza; e poi il remake di Peter Collinson Delitto in silenzio, del 1975, con Jaqueline Bisset. Si parva licet, ecco allora anche Gli occhi del testimone (Mute Witness), folgorante e misconosciuto thriller di Anthony Waller, con ottima regia, tempi della suspense azzeccati, atmosfera opprimente, humour nero dosato con sagacia e l’interpretazione senza censure della star moscovita Marina Zudina. Weller, che il film se l’è scritto e diretto, ha una formazione classica: i suoi modelli sono apertamente Hitchock e Dario Argento, ma quel che è notevole è che con Mute Witness li onora degnamente entrambi. I primi quaranta minuti sono i migliori: Billy, una truccatrice americana muta, in trasferta in Russia per la realizzazione di un horror, rimasta bloccata una sera dentro dei fatiscenti studios cinematografici moscoviti, è testimone di uno snuff; e l’omicidio a coltellate di un’attrice porno sotto gli occhi della videocamera e della muta testimone – terribile il suo urlo senza suono e il ruscello di lacrime che le scorre sul viso! – incidono un bel segno negli occhi e nel cervello.

Altro punto a favore è la veridicità dei luoghi e dei personaggi: e trattandosi di una storia ambientata in Russia, la qualità è davvero più unica che rara, abituati come siamo a visioni dell’Est europeo che odorano sempre terribilmente di falso. Non essendo la perfezione di questo mondo, ci sono anche cose che non funzionano: lo scioglimento, con i vari sottofinali, è “telefonatissimo” e il deus ex machina della situazione è troppo… deus ex machina. Marina Zudina (classe 1966), nella madrepatria Russia, è una pregiata attrice di teatro, che talvolta ha virato nel cinema, ma sempre al soldo di produzioni indigene. Molto carina, oltre che brava, concede di sé anche due istantanee frontal nudity, a noi e al guardone che spia con il binocolo il suo personaggio dal palazzo di fronte.

Curiosissima, poi, la faccenda di sir Alec Guinnes che appare, senza essere accreditato, in due momenti del film, nel ruolo del “grande vecchio” committente degli snuff. Pare che Waller, incontratolo casualmente in un aeroporto, gli abbia chiesto una partecipazione e che Guinnes abbia consentito, ma soltanto a patto che il suo nome non comparisse e senza voler conoscere alcunché del film e della sua trama.