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Ballistica

2009
Titolo Originale:
Ballistic
REGIA:
Gary Jones
CAST:
Paul Logan
Robert Davi
Martin Kove

Il nostro giudizio

Ballistica: un film d’arti marziali per palati grossolani. Il regista ci fa una bella figura, ma il budget ridotto non permette risultati migliori.

Damian è un agente della CIA specializzato nella ?ballistica?, una particolare forma di combattimento che mescola le arti marziali con le armi da fuoco. Impiegato in una pericolosa missione anti-terrorismo, l’uomo sarà costretto a rivivere le ferite del passato. Gli assassini della sua famiglia si nascondono infatti dietro un?organizzazione sovversiva che ha infiltrati persino nella CIA.
Ballistica sta all’action come Freddy vs. Jason sta all’horror. Definirli film sarebbe arduo, ma essendo la rosa delle denominazioni giocoforza limitata, ci accontentiamo di quanto passa il convento. E film sia, male che vada declinato in tutte le sfumature che tale parola sottende. Ad essere puntigliosi, quella di Gary Jones è piuttosto un’ingozzata di luoghi comuni che, in un modo o nell’altro, si attribuiscono a tale genere e che, appunto perché ridondanti, reiterati e quindi banalizzati, non deludono ma lasciano alquanto perplessi. Il regista non è uno sprovveduto e, sguazzando in budget risicati per questo tipo di produzione (si presume un milione e mezzo di dollari), fa la figura del degno mestierante.

Le carte in regola per dirsi tale le ha, con buona pace di chi nel cinema ci deve per forza trovare del contenuto. Dopo un diploma in effettistica presso Sam Raimi (figura nella crew dell’Armata delle tenebre), si prende un master in eco-vengeance (Spiders, Mosquito, Crocodile 2) per approdare alla serialità televisiva di Boogeyman 3, Hercules e Xena. I risultati sono pacchiani, ma almeno i palati grossolani possono dirsi soddisfatti da un’operetta spegnicervello e tutto sommato simpatica.

Punto di forza e debolezza, gli attori, monolitici tutti o quasi, tranne forse Robert Davi, l’antagonista di James Bond in 007 Vendetta privata. Paul Logan è invece un artista marziale, e tale doveva restare. È passato al cinema “recitando” in The Terminators, copia targata Asylum, e da lì non s’è più fatto passare il vizio. Le virgolette per questa gente hanno sempre un loro perché, anche considerando che oltre all’attrattiva per signorine (Logan è sempre nudo, muscoli giganteschi sudati, impomatati e testati) non resta nulla di sostanzioso. Spigoloso come i suoi addominali a tartaruga, capace solo di distinguere il bene dal male secondo le categorie dicotomiche tanto care a questo cinema, inchioda con sguardo accipigliato l’avversario di turno. Apostrofandolo con la vociona seria, quella minacciosa da film per cattivi che impressiona solo le casalinghe di Voghera, e forse nemmeno quelle.

La sceneggiatura procede un po’ a scomparti: due mission impossible all’inizio, terroristi cinesi scatenati a colpi di judo, la love story nel mezzo e resa dei conti con inseguimento automobilistico nel finale. Tutto chiaro e ordinato, persino gli intrallazzi tra politica e associazioni a delinquere non hanno bisogno di esemplificazioni, soprattutto perché si preferisce concedere un certo spazio alle tamarrate. Per fortuna, quelle non mancano.

Il nostro Logan si muove come un ballerino di danza classica tra i proiettili che gli piovono addosso da decine di postazioni, schivandoli giusto con meno grazia di Keanu Reeves ma centrando tutti gli obiettivi con le sue pistole (sempre più grosse e con munizioni infinite). Spara, ammazza e colpisci, il clou lo si ha quando, dopo una pantomima pepata tra l’eroico protagonista e l’arcinemico Andrew Divoff, le due rivoltelle si incastrano l’una nell’altra. Scacco matto.

Ballistica è troppo scanzonato per prendersi sul serio, eppure ha la rara virtù, almeno a tratti, di infondere quel pizzico di ilare giovialità che non guasta mai. Un film da accettare così com’è e da archiviare subito dopo la visione.