Featured Image

Assassin’s Creed

2016
Titolo Originale:
Assassin's Creed
REGIA:
Justin Kurtzel
CAST:
Michael Fassbender (Cal Lynch / Aguilar)
Marion Cotillard (Sofia)
Jeremy Irons (Rikkin)

Il nostro giudizio

Assassin’s Creed è un film del 2016, diretto da Justin Kurtzel

Attesissimo al varco, Assassin’s Creed, il nuovo film dell’ormai sopravvalutato Justin Kurtzel, ispirato al celeberrimo videogame creato da Ubisoft, è un kolossal visivamente accattivante, ma blandissimo dal punto di vista narrativo. Dopo aver esordito col botto ai tempi di Snowtown, Kurtzel non aveva soddisfatto le attese con la sua fedele trasposizione del Macbeth scespiriano, a causa di un certo autocompiacimento registico che finiva per domare lo sviluppo della storia e dei personaggi. Con Assassin’s Creed, e un budget di oltre cento milioni di dollari, il cineasta australiano punta ancora di più sulla potenza delle immagini, in questo caso avvalorate da un uso illimitato degli effetti visivi, ma per contro riduce ancora di più l’importanza della narrazione, arrivando a toccare il ridicolo involontario. Come non provare del risentimento, infatti, di fronte alla decisione – oggi, nel 2017 – di usare come pretesto alla base degli eventi raccontati una setta il cui scopo supremo è quello di eliminare del tutto la propensione alla violenza insita nella natura dell’uomo? La setta in questione è quella centenaria dei templari che, fin dai tempi dell’inquisizione spagnola, ha perseguito tale obiettivo trucidando e mandando al rogo milioni di infedeli pur di mettere le mani sulla fantomatica “Mela dell’Eden”, ovvero l’amuleto al cui interno è celato il mistero e il superamento del peccato originale.

La “Mela dell’Eden” è però in mano a una seconda setta, gli “Assassini”, paladini della giustizia che hanno giurato e fatto voto di dedicare la propria vita alla salvaguardia di questo bene prezioso in opposizione alle nefande e fanatiche intenzioni dei templari. Assassin’s Creed è ambientato tra presente e passato, nella misura in cui, al giorno d’oggi, Michael Fassbender è un detenuto condannato alla pena capitale per aver commesso un omicidio, il quale viene in realtà prelevato sul letto dell’iniezione dai messi che lavorano per la setta dei templari, in quanto discendente di uno degli Assassini che nel 1492 furono protagonisti della disfatta dei templari nel loro ennesimo tentativo di mettere le mani sulla Mela. La setta, ai cui vertici ci sono Charlotte Rampling, Jeremy Irons e la loro figliola Marion Cotillard, ha creato un laboratorio e messo a frutto un macchinario che, collegato in modalità ipnagogica ai ricordi dei discendenti degli Assassini, ha la facoltà di far rivivere, come se stessero riaccadendo per davvero, le gesta che i loro antenati hanno esperito cinquecento anni prima. Ecco perché dal presente Assassin’s Creed si sposta sovente in epoca medievale dove sono stati concentrati tutti gli sforzi tecnologici e visivi, al fine di ricreare con dovizia di particolari e un grande afflato visionario le battaglie tra templari e Assassini e molte scene di massa.

Non tutto è da buttare via in Assassin’s Creed, a cominciare da un peculiare approccio visivo debitore di certi film in costume realizzati tra gli anni ’80 e i primi anni ’90, tra cui vengono in mente, soprattutto, Ladyhawke (c’è pure la reincarnazione in falco) e Robin Hood principe dei ladri. Che Kurtzel sia bravo a imbastire i momenti maggiormente d’azione e a infondere originalità alle situazioni più dinamiche e virtuosistiche non v’è dubbio, ma l’impressione è che ormai, più che alla qualità delle storie e dei contenuti, sia più interessato a mettersi in mostra e alla grana. E, come si diceva all’inizio, il principale problema di Assassin’s Creed è che la storia è quasi inesistente, e quel poco che vi si può trovare è, a dir poco, puerile e derivativa. È però sufficiente disattivare i neuroni che ci permettono di fare i vari passaggi logici e lasciarsi abbandonare al piacere delle immagini. In questo modo lo spettacolo è garantito e si può arrivare alla conclusione di Assassin’s Creed dimenticandosi per un momento di aver visto una boiata. Al momento in cui scriviamo gli incassi al botteghino non sono stati entusiasmanti, ma il finale aperto con tutte le premesse per un sequel ci sono già tutte.