Featured Image

Arrival

2016
Titolo Originale:
Arrival
REGIA:
Denis Villeneuve
CAST:
Amy Adams (Louise Banks)
Jeremy Renner (Ian Donnelly)
Forest Whitaker (Colonnello Weber)

Il nostro giudizio

Arrival è un film del 2016, diretto da Denis Villeneuve

Che il canadese Denis Villeneuve fosse ormai diventato uno dei registi più interessanti degli ultimi quindici anni l’avevamo capito da un pezzo, sicuramente a partire dal formidabile Polytechnique (2009). Ora che, dopo aver sperimentato il revenge movie (Prisoners), il thriller psicologico (Enemy) e il crime (Sicario) con grande maestria, Villeneuve si appresta a dare un seguito a Blade Runner, la visione di Arrival, suo primo film di fantascienza presentato in concorso a Venezia 73, ci lascia ben sperare per un progetto abbastanza rischioso. Uno scienziato (Jeremy Renner) e una linguista (Amy Adams) sono reclutati dall’esercito per aiutarli nel decifrare le intenzioni una flotta di astronavi aliene giunte sulla Terra da chissà dove e atterrate in diverse parti strategiche del nostro pianeta. Le astronavi, che lievitano immobili a pochi metri da terra, sono dei gusci levigati giganteschi apparentemente senza varchi d’accesso e al cui interno ogni legge fisica a noi conosciuta viene confutata.

Gli extraterrestri sono invece degli enormi ectapodi che comunicano attraverso cerchi di inchiostro spruzzati dalle estremità dei loro tentacoli. Sono venuti in pace o con l’obiettivo di attaccarci? Questo il compito dei due luminari, i quali, senza saperlo, intraprenderanno un viaggio interiore alla ricerca del vero significato del nostro essere nel mondo e del mistero dell’universo, attraverso l’incognita se la conoscenza sia prerogativa della scienza o del linguaggio. Sulla scia della fantascienza filosofica che da 2001: Odissea nello spazio ci porta fino a Interstellar, Arrival è un film affascinante e coinvolgente che si dipana lungo due piani temporali distinti ma che si confondono senza che ce ne accorgiamo. Si potrebbe pensare a un Villeneuve in fase spielberghiana. Niente di più sbagliato.

Così come qualcuno potrebbe criticare il regista di La donna che canta di aver cercato di emulare Christopher Nolan. Errore. Villeneuve è un regista con una sua visione e una sua idea di cinema ben precisa e Arrival ne è l’ennesima dimostrazione. Attraverso una colonna sonora potentissima e un immaginario fantascientifico originale ed estremamente realistico, Arrival ci fa sprofondare in un viaggio dell’inconscio che, attraverso la metabolizzazione dell’amore e una traslitterazione dei sentimenti, ci dice cose nuove sul cinema e su noi stessi. Non è un film facile, Arrival, ma con l’aiuto dei codici del genere e il ritmo sostenuto che sa infondergli Villeneuve arriva al cuore e alla mente anche di coloro che pensano di aver perso per strada alcuni pezzi.