23/10/2009
OREN PELI: FENOMENI PARANORMALI INCONTROLLABILI...
Il nuovo enfant prodige dell'horror che ha creato dal nulla il caso dell'anno...
In queste settimane non si fa altro che parlare del caso Paranormal Activity, vero sbanca - botteghini di questo frangente di stagione. Il suo straripante successo negli Stati Uniti non è dovuto soltanto all’abile operazione di marketing che la Paramount ha ideato, puntando prima su pochi cinema segnalati dai fans e poi, sfruttando l’onda dell’entusiasmo, lanciando la wide release che ha raccolto medie per sala da urlo. Tutto questo sarebbe inutile se dietro al progetto non ci fosse stata un’idea solida e vincente. Oren Peli può benissimo definirsi l’autore del caso cinematografico dell’anno, dato che ha curato personalmente sceneggiatura, regia, musiche e montaggio. L’enfant prodige di origine israeliana si gode giustamente la meritata ricompensa, dopo due anni di attesa in giro per i festival.
Guardando Paranormal Activity salta subito all’occhio che le tue influenze non si limitano al palese riferimento a Blair Witch Project, ma anche a tutto il filone horror demoniaco, come L’esorcista ed Entity…
Io non ho una formazione professionale classica per un regista, ero un programmatore di software, quindi non possedevo realmente il curriculum per girare un film. Ma sono un appassionato di horror d’atmosfera e mi affascinava molto l’idea che film come Blair Witch Project, ma anche The Others e Il sesto senso, abbiano avuto successo grazie al potere delle proprie idee. Soprattutto Blair Witch ha dimostrato che anche con pochi soldi ma con una buona scrittura, l’attenzione al montaggio e la cura alla recitazione riesci a ottenere un film di grande successo. Prima della lavorazione del film ho studiato tantissimo, leggendo trattati di demonologia e guardando molti documentari televisivi riguardo possessioni ed esorcismi, concludendo che le possessioni demoniache sono quelle più violente. Mi sono dovuto documentare a dovere per prepararmi al meglio nello scrivere, dirigere, montare e sonorizzare il film. Le uniche persone che hanno lavorato alla produzione del film oltre me sono state il mio migliore amico, la mia ragazza e un tecnico per il trucco…
Paranormal Activity viene strillato come il film più spaventoso mai girato. Ti aspettavi questo risultato mentre stavi girando?
Beh, non proprio. In realtà mentre giravo, pur sperandolo, neanche mi illudevo che questo film sarebbe mai uscito nei cinema. A tutt’oggi mi fa un certo effetto vedere come la Paramount, che ha nel suo catalogo blockbuster come Star Trek, stia curando la distribuzione di un film che nel cast non ha neanche un nome di richiamo. Eppure i risultati delle sale e le reazioni del pubblico mi fanno capire di essere riuscito nel mio intento: spaventare. Una delle storie che mi viene raccontata anche da molti dirigenti della Paramount è che Spielberg abbia dovuto interrompere la visione del film durante la notte perché era troppo spaventato! Non ho mai avuto la possibilità di chiederglielo di persona però…
In effetti la capacità di incutere paura, filmando praticamente due persone e una stanza, è stato l’ingrediente del successo sempre più crescente del film…
Ho puntato molto sul realismo delle situazioni e per questo mi sono ispirato a suggestioni provate personalmente. La prima volta che mi sono trasferito da solo in una casa di notte sentivo ogni minimo rumore e questo, per uno poco abituato al silenzio, scatenava in me fantasie e paure. Allora, da buon geek, ho pensato di mettere delle telecamere dentro casa per vedere se riuscivo a riprendere qualcosa. Non ha mai funzionato Avendo in mente un film come The Entity, se immaginiamo dei rumori dentro casa, durante la notte quando siamo più indifesi, chi non si spaventerebbe? Se lo stile aggiunge al tutto il grado giusto di realismo, viene quasi facile riuscire a spaventare le persone…
Anche l’uso delle telecamere amatoriali era pensato per ricreare questo effetto realistico…
È stato uno dei primi punti fermi del mio lavoro: aumentare la sospensione dell’incredulità utilizzando un mezzo che non facesse pensare subito che dietro la telecamera ci fosse una troupe. Ormai siamo tutti abituati a guardare i reality in tv, che mostrano fatti e relazioni tra persone che sono autentici e avvengono senza mediazioni. Questa percezione aumenta la sensazione di distacco dal classico modo di girare del cinema. Ma girare in questo modo non significa “mettiamo la camera così e riprendiamo quello che succede”, c’è dietro una grandissima attenzione nei dettagli e una grande cura nella recitazione, grazie alla disponibilità dei due attori, Micah e Katie.
È stato difficile trovare degli attori così bravi?
Ai casting per il film incontrai alcune centinaia di attori. Non era facile interpretare quelle parti: dovevano recitare senza dialoghi scritti e seguendo semplicemente un canovaccio per poter risultare naturali, come se stessero girando un documentario. Non a caso il film, a parte qualche eccezione, è stato girato in sequenza, proprio per mantenere un grado sempre più elevato di partecipazione emotiva all’interno della storia. Addirittura il protagonista per buona parte del film si trovava anche a dover fare l’operatore, quindi era necessario qualcuno che desse la sua totale disponibilità. Micah e Katie sono stati perfetti, capivano sempre quali sensazioni dovevano trasmettere.
Come avete girato con un budget così ridotto di circa 15.000 dollari?
In realtà erano 10.000, solo alla fine siamo arrivati a 15.000 dollari. Abbiamo girato tutto a casa mia, che era comunque abbastanza spoglia, bisognava arredarla e pitturarla. Le riprese sono state fatte in soli sette giorni, anche se ci è voluto un anno di preparazione dove ho lavorato alla recitazione con gli attori e mi sono documentato. I giorni di lavorazione sono stati molto pochi grazie anche a questa lunga preparazione ma mi sono ritrovato alla fine con circa 70 ore di girato, che mi hanno preso 10 mesi per il montaggio. E poi il fatto che la troupe sostanzialmente fosse composta solo da me ha tagliato tantissimo i costi…
Ci abiti ancora in quella casa?
Sì sì, è casa mia. Non ho paura di quello che ho girato, è solo fiction, due attori e una storia…
Notizie sul tuo prossimo progetto, Area 51?
È un progetto in fase di produzione e non si può ancora rivelare nulla. Ma nasce dal mio amore per un grande capolavoro del passato, Incontri ravvicinati del terzo tipo, quindi il genere in qualche modo si può intuire…
La Redazione