Hacker Porn Film Festival No Gender No Border

Dal 26 aprile a Roma l'eros indipendente

«La missione del festival» Hacker Porn Film Festival No Gender No Border è quella di «dare valore e visibilità alle produzioni indipendenti che fanno dei corpi, della sessualità e delle transizioni tra i generi, nuovi soggetti d’indagine e ricerca. Il post porno come scrittura in grado di scardinare i generi, le convenzioni linguistiche e il rassicurante cinema di intrattenimento a cui siamo abituati. Il festival vuole “hackerare” e destabilizzare il sistema convenzionale di fruizione del cinema». Eccolo qua, dunque, il manifesto filosofico di questa rassegna romana ideata da Francesco Costabile, produttore del documentario Porno e Libertà (vincitore di un Nastro d’argento) diretto da Carmine Amoroso e di cui Nocturno ha scritto nei mesi scorsi e da Lucio Massa, altro produttore “alternativo” di vari film indipendenti tra cui Oltre la follia di Luigi Atomico (anche di questo ci siamo occupati). Di che si tratta, in definitiva? Di mostrare a un pubblico non interessato soltanto ai blockbuster, una serie di film, corti e documentari inediti in Italia con lo scopo di «stimolare dibattiti e interrogativi, ampliare i nostri confini esperienziali e incentivare una produzione e distribuzione indipendente nel nostro paese».

Dal 26 al 30 aprile al cinema Kino di via Perugia 34 a Roma (dalle 16 all’ 1 del mattino) verranno proiettate chicche come Theo & Hugo – dans le meme bateau, vincitore del Teddy Bear alla Berlinale 2016, «film intenso e crudo sulla sieropositività oggi e sulla paura di amare»; ChemSex, documentario prodotto da VICE, sul rapporto  «sesso/droga che dilaga nella comunità gay londinese scatenando un allarme sociale e sanitario»; Etre Cheval di Jérôme Clément-Wilz, «sul feticismo della trasformazione in cavallo: il “pony playing”, con protagonista la transgender Karen e la sua redenzione post-umana». Tutte opere più da vedere che da descrivere. Come i tanti «lavori post porno e porno femministi, tra cui Snapshot – prodotto dalla Pinklabel.tv, piattaforma americana di distribuzione porno/queer – diretto da Shine Louise Houston con la collaborazione artistica di Jiz Lee, attivista e attrice queer americana». Oppure come The Bedroom di Anna Brownfield femminista australiana il cui film è «un’indagine sociale sviluppata in sei decadi, un’unica stanza da letto per diverse tipologie d’amori e sessualità, uno sguardo ironico su come sono cambiati i corpi e il sesso con il passare degli anni».

E ancora: il portoghese Antonio Da Silva, regista di video arte e cinema che affronta temi «legati all’omosessualità, al cruising e al sesso pubblico come atto di sovversione dal controllo sociale sui nostri corpi». Non poteva mancare la più nota svedese-catalana Erika Lust, nota in Italia per il suo libro Per lei (tradotto in italiano, pubblicato da Pink Books nel 2009, e dedicato all’hard per le donne). A Roma, la Lust presenterà Pansexuals. La regista si presenta anche come produttrice di Refugges Welcome di Bruce la Bruce, in anteprima nazionale «storia di un poeta siriano e delle sue avventure sessuali» Infine una serie di corti: Blown di Buck Angel (celebre pornodivo trans americano); di Lidia Ravviso, Carlotta Moore, David Bloom, Maria Basura, del fotografo romano Luca Donnini, della coppia milanese Rosario Gallardo (già protagonista di Oltre la follia di Zanuso-Atomico). Solo per citare alcuni degli autori.

Ovviamente, come tutti i festival che si rispettino anche Hacker Porn Film Festival No Gender No Border premierà un vincitore. E avrà i suoi fuori-concorso come il già conosciuto Queen Kong di Monica Stambrini (del gruppo Le ragazze del Porno) e, infine, il già premiato Porno & Libertà di Carmine Amoroso (già sceneggiatore di Parenti serpenti, del 1992, di Mario Monicelli, nonché regista di Cover Boy del 2007). Infine un docu-film di Sophia Luvarà, che affronta il tema dei  «matrimoni di facciata tra omosessuali nella Cina contemporanea» (Inside the Chinese Closet) e l’anteprima internazionale di Sexual Labyrinth di Morgana Mayer, «un film erotico e onirico» dedicato a Luigi Atomico, «sulla presa di coscienza e liberazione di un corpo femminile». Un omaggio della regista – guarda un pò – al cinema di Alberto Cavallone, Lucio Fulci e Joe D’Amato. Personaggi decisamente  cari ai nocturniani.

A questo link i dettagli completi della programmazione del Festival