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’68 vol. 1

Autore:
Mark Kidwell & Nat Jones
Editore:
Saldapress

Il nostro giudizio

Viviamo in un’epoca che approccia la narrativa in modo molto tecnico. Si rilegge, si riscrive, si sperimenta e, in generale, si lavora con le storie come con un materiale da smontare e rimontare, una sorta di meccano che, partendo da un sostrato di composto di modelli base, sfrutta il marchio lasciato da storie precedenti nella memoria collettiva riscrivendo le stesse storie come un software open source o ampliandone l’universo narrativo con storie nuove nella stessa ambientazione.

Mark Kidwell lavora in questo senso riprendendo un classico immortale, La notte dei morti viventi di George Romero, e ambientando le sue storie nello stesso mondo: il pianeta terra nel 1968, anno in cui si svolge effettivamente la storia raccontata dalla pellicola. Per quanto apparentemente presuntuoso, il pretesto è azzeccatissimo: raccontare la madre di tutte le apocalissi zombie da un’angolatura inedita, sfruttando le potenzialità ancora inespresse di un periodo storico ancora ben presente nell’inconscio collettivo di una nazione. Il tutto viene realizzato con una leggerezza sorprendente e inaspettata. I referenti sono ingombranti, e uscirsene con un fumetto pseudo storico inutilmente pesante è questione di un attimo, ma Kidwell non si fa intimidire e impugnando la penna come una mazza scrive con ’68 un horror dritto e lineare, canonico ma efficace, sfrontato e senza scrupoli come un b-movie anni ’70.

Nemmeno Jones va per il sottile, e opta per un tratto à la Steve Dillon, chiaro, standard e senza ricercatezze di sorta, un lavoro onesto e pragmatico che lavora su un intrattenimento efficace e funzionale a una narrazione perfettamente consapevole dei propri obiettivi. Nell’insieme, davvero divertente.