29/03/2010 - Outside

Il fantapocalittico 9

Dal 16 aprile sarà nelle sale il film d'animazione dall'ambientazione post-apocalittica prodotto da Tim Burton e diretto da Shane Acker...

 

In Italia, del film di animazione 9 (2009) per ora abbiamo visto solo il trailer e qualche anticipazione. Il film, diretto da Shane Acker e prodotto da Tim Burton, uscirà infatti nelle nostre sale il 16 aprile. L’attesa è però palpabile dato che la pellicola, già passata nelle sale d’oltreoceano, sembra davvero promettente. Partendo dunque dalle piccole sezioni di film che ci è dato vedere, si possono identificare due diverse sensazioni, quasi contrastanti. Da una parte si ha l’impressione di poter assistere ad un film d’animazione profondo e toccante, vicino alle produzioni Pixar più recenti (Up su tutti); dall’altra, ci si scopre catapultati in un’ambientazione post-apocalittica da first person shooter. In particolare, si ha l’impressione di rivivere uno dei must della storia videoludica più recente: Bioshock (2008) di cui a Hollywood già preparano una trasposizione cinematografica.
 
I panorami devastati anni ’50 e gli accumuli di macerie in stile liberty che 9 condivide con il famoso videogioco hanno un fascino accattivante, che rimanda ai più famosi capitoli della fantascienza apocalittica, distanziandosi dalle correnti più moderne, post industriali e letteralmente “post-cyberpunk”. Attraverso questa ambientazione “condivisa”, il film conduce quindi ad una serie di considerazioni non solo legate alla qualità della pellicola, ma riguardanti l’evoluzione di tutto il linguaggio cinematografico. Di fatto 9 - riedizione di un cortometraggio diretto sempre da Acker, che nel 2005 aveva mancato l’oscar per un soffio - porta lo spettatore ad interrogarsi su una certa “commistione” fra videogame e cinematografia, commistione che è nata come semplice citazione stilistica (viene in mente una sequenza “picchiaduro” di Oldboy), per arrivare a realtà molto più sofisticate come il recente Heavy Rain (2010), videogioco definito dagli stessi realizzatori come un vero e proprio film interattivo.
 
Certo, per quanto riguarda 9 le similitudini si limitano esclusivamente all’esperienza visiva, non facciamoci dunque strane idee: 9 non è certo un film travestito da videogame (o viceversa) come l’appena citato Heavy Rain. Eppure, questa “sovrapposizione” non sembrerebbe casuale, ma parrebbe fare parte di una vera e propria evoluzione del linguaggio filmico. E se i puristi della cinematografia classica potrebbero gridare allo scandalo, la sovrapposizione fra il film e videogioco sembrerebbe capace, invece, di dare nuova linfa sia alla dialettica cinematografica che a quella videoludica. Attendiamo di vedere questo 9, dunque, non solo per vedere un buon film, ma per riflettere tout-court sulla nuova possibilità artistica della cinematografia videoludica. O meglio, interattiva. 
 

 


Vincenzo Franciosa
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