titolo originale:
Margaret
regia:
Kenneth Lonergan
interpreti:
Anna Paquin, Matt Damon, Jean Reno, Kieran Culkin, Matthew Broderick, Mark Ruffalo
sceneggiatura:
Kenneth Lonergan
fotografia:
Ryszard Lenczewski
anno:
2011
produzione:
Mirage Enterprises, Scott Rudin Productions
distribuzione:
20th Century Fox
paese:
Usa
voto:
09/06/2012 - Film in sala
MARGARET
Concepito e girato nel 2006, il film arriva nelle sale solo ora grazie al contributo determinante al montaggio di Thelma Shoonmaker e Martin Scorsese...
Lisa Cohen ha diciassette anni, vive e studia a Manhattan. Nel tentativo di prendere un autobus al volo provoca un incidente che causa la morte accidentale di una passante. Da quel momento precipita in un tunnel di sensi di colpa che nessuno potrà risanare, trascinando con sé famiglia e amici.
Ci sono voluti sei anni e due cause in tribunale (con la casa di produzione Fox Searchlight) al regista e sceneggiatore Kenneth Lonergan per realizzare una versione definitiva di Margaret. Concepito e girato nel 2006, il film arriva nelle sale solo ora grazie al contributo determinante al montaggio di Thelma Shoonmaker e Martin Scorsese (Lonergan è un suo protetto dai tempi in cui sceneggiò Gangs of New York), ridotto a due ore e mezza secche rispetto alle abbondanti tre ore iniziali. Con quali risultati? Margaret è un film che scatena reazioni abbastanza nette - o si detesta o se ne è stregati, e la divisione è spesso assolutamente personale. Ma ci sono alcuni punti fermi che pendono per la visione. Su tutti, l’interpretazione di Anna Paquin.
Dimenticate la (bionda) e solare Sookie Stakehouse di True Blood: l’enfant prodige di Lezioni di piano continua alla grande un percorso di crescita professionale vestendo i panni di una tormentata, intelligente e inquieta adolescente. Rendendola credibile nonostante abbia dieci anni in più del suo personaggio, e appassionando lo spettatore alle vicende di Lisa Cohen più di quanto sceneggiatura e storia riescano a farlo. Qui s’innesta il secondo motivo di visione, vale a dire la capacità di Lonergan di lavorare con le immagini. Margaret riesce a raccontare non tanto la storia tragica di un incidente involontario, ma soprattutto il complesso universo dei sentimenti che lo accompagnano, specie se a provarli è una ragazza sull’incerto confine dell’età adulta.
La scelta di scavare nei meandri della mente di un’adolescente è chiara sin dal titolo: “Margaret” è il doppio letterario di Lisa, l’irrequieta giovinetta protagonista di una poesia di Gerard Manley Hopkins letta a scuola. Lonergan è capace di entrare nell’immaginario di Lisa popolandolo con incubi tenebrosi e fantasie ossessive, ingigantite da una splendida fotografia e da riferimenti continui alla skyline di New York.Tutto questo al netto delle scelte di montaggio “eterodirette” (la seconda metà del film è francamente inguardabile tanto è pasticciata) e delle sottotrame discutibili che derivano dalla storia principale - una su tutte, la storia d’amore della madre di Lisa. Una visione “ad ostacoli” dunque, che lascia un interrogativo fondamentale: ma se Lonergan fosse riuscito a completare il montaggio da sé, o la Fox avesse messo meno limiti alla durata del film, Margaret sarebbe diventato il capolavoro che prometteva di essere?
Maria Carla Zizolfi