La guerra è dichiarata

titolo originale:

la guerre est déclarée

regia:

Valérie Donzelli

interpreti:

Jérémie Elkaïm, Valérie Donzelli, César Desseix, Gabriel Elkaïm, Brigitte Sy

sceneggiatura:

Jérémie Elkaïm, Valérie Donzelli

fotografia:

Sébastien Buchmann

anno:

2011

produzione:

Rectangle Productions

paese:

Francia

voto:



divs
06/06/2012 - Film in sala

La guerra è dichiarata

La guerra è dichiarata rapisce fin dai primissimi minuti, ci prende per mano e ci lascia innamorare dei suoi personaggi, veri, coraggiosi, imperfetti, reali, come noi stessi...

Parigi. Roméo e Juliette si incontrano, si innamorano e mettono al mondo un bambino. La loro felicità subisce un duro colpo quando al piccolo viene diagnosticato un tumore al cervello ma la giovane coppia non si arrende, dichiarando guerra alla malattia, e al destino avverso.

La narrazione di un Dolore. E la voglia di vivere come suprema arma di battaglia. Di questo, e non solo, parla il magnifico La guerra è dichiarata, secondo luingometraggio della francese Valérie Donzelli dopo La reine des pommes (2009), nel quale abbiamo visto la talentuosa attrice/regista/sceneggiatrice mettersi completamente in gioco, mostrando lati del suo essere in modo incredibilmente coraggioso. La specularità vita/schermo continua in questa seconda pellicola, scritta a quattro mani con l’ ex compagno di vita (e anche qui, come nell’ opera precedente, protagonista maschile) Jérémie Elkaïm, prendendo spunto da una dolorosa vicenda personale. C’ è molto del miglior Truffaut nel saper narrare di se stessi, anche nei momenti più tragici, con un tocco sempre lieve, delicato ,mai patetico. A differenza del grande François, la giovane regista non usa il filtro dell’ alter ego bensì entra in campo in prima persona, come in un gioco metacinematografico della vita; La guerra è dichiarata rapisce fin dai primissimi minuti, ci prende per mano e ci lascia innamorare dei suoi personaggi, veri, coraggiosi, imperfetti, reali, come noi stessi.

 
 “La Guerre est déclarée” dice Juliette a Roméo (nomi-simbolo dell’ Amore Assoluto), sentendo alla radio l’ annuncio dell’ attacco missilistico sull’ Iraq, ed enunciando così la dichiarazione bellica con cui la coppia, e il cerchio protettivo degli affetti che si stringe intorno ad essa, sfida la malattia del figlio Adam, la bomba che la vita ha sganciato su di loro. C’ è l’ Amore in ogni sua forma in questo film, un amore strillato, sussurrato, cantato, gioito e sofferto. Un inno alla vita, che coinvolge completamente lo spettatore avvolgendolo nel turbine emotivo della narrazione, portandolo dalla commozione al sorriso nel giro di pochi istanti, tenendo perfettamente in equilibrio registri molteplici e diversi tra loro, senza nessuna discrepanza.
 
L’ uso della musica ha un ruolo centrale, nell’essere forma di espressione emotiva: esemplare la sequenza dell’ annuncio della malattia di Adam, su Le Quattro Stagioni di Vivaldi; non sentiamo nulla oltre alla magnifica melodia, se non l’ urlo disperato di Roméo, isolato e lancinante mentre tutto il resto è coperto dalle note musicali, che celano il dolore come un mantello pudico e rispettoso. Una regia virtuosa e innovativa e prove attoriali assolutamente notevoli completano il quadro, donandoci così un film che non si dimentica facilmente e che resta letteralmente nel cuore.
 
Il Fattore N:
(Dove come quando soffia lo spirito nocturniano)
Juliette è in ospedale, in attesa dell’ esito della risonanza magnetica di Adam. Vediamo la sua ansia prendere forma in una frenetica corsa per i corridoi ripresa in accellerazione, con un sottofondo elettronico spezzato e scombussolato che rispecchia il suo stato emotivo di quel preciso istante. Una sequenza brevissima ma straniante e assai intensa.

 

 

 


Chiara Pani
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