titolo originale:
Texas Killing Fields
regia:
Ami Canaan Mann
interpreti:
Sam Worthington, Jeffrey Dean Morgan, Jessica Chastain, Chloe Moretz, Stephen Graham, Jason Clarke, Annabeth Gish, Sheryl Lee, Leanne Cochran, Sean Michael Cunningham,
sceneggiatura:
Don Ferrarone
fotografia:
Stuart Dryburgh
musiche:
Dickon Hinchliffe
anno:
2012
produzione:
Forward Pass, Gideon Productions, Infinity Media, QED International, Watley Entertainment
distribuzione:
01 Distribution
paese:
Usa
voto:
16/06/2012 - Film in sala
LE PALUDI DELLA MORTE
È tratto da fatti realmente accaduti il secondo lavoro di Ami Canaan Mann, ritornata dietro la macchina da presa dopo Morning, opera del 2001 semisconosciuta ma altamente apprezzata...
Un misterioso serial killer strazia le sue vittime per poi abbandonarle nelle zone paludose di Texas City, i maledetti e suppurativi ?killing fileds?. Brian e Mike, due agenti della squadra omicidi, si accollano il mistero intorno a questi casi, uscendo dalla loro giurisdizione, fino a rimanerne avvinghiati quando il nuovo giovane bersaglio è Anne, ragazzina senza punti di riferimento che sta a cuore ad entrambi..
È tratto da fatti realmente accaduti il secondo lavoro di Ami Canaan Mann, ritornata dietro la macchina da presa dopo Morning, opera del 2001 semisconosciuta ma altamente apprezzata. Si può tranquillamente affermare che, come esemplare di poliziesco, è decisamente difficile da affrontare, in quanto la storia fatica a inscriversi nei giusti binari della comprensione, tra dettagli rimasti in sospeso, fatti non collegati tra loro e personaggi che si scoprono piano piano e lasciano ancora troppo di loro nell'ombra, avvicinandosi senza entrare in simbiosi. La temporanea eccezione sta nella coppia di protagonisti: quanto uno è impulsivo tanto l'altro è pacato; uno con un privato a pezzi, l'altro con una solida e perfetta famiglia che lo sostiene e sopporta il suo essere devotamente sposato al lavoro; un texano cinico e disilluso, un newyorkese dalla grande forza spirituale, pronto a cercare di redimere il male del mondo. Inaspettatamente, funzionano quando agiscono insieme, si compensano e bastano a se stessi, costruendo un binomio che non ha bisogno del supporto di altri colleghi, mettendo in ombra il personaggio della tosta detective senza peli sulla lingua interpretata dalla rossa Jessica Chastain.
Episodio a parte si ritrova nella splendida Chloë Moretz, l'attrice che tutti vogliono e desiderano. Licantropa per Burton, tridimensionale per Scorsese, assetata di sangue per Reeves, qui si ritaglia un ruolo più umano: un angelo biondo imbronciato e indipendente che scatena il lato protettivo di entrambi gli uomini, legato a un'infinita voglia di accoglierla sotto la propria ala e rassicurarla. L'ambientazione è una delle cose migliori e più suggestive e può distogliere l'attenzione per un momento dalle mancanze del film: la maledetta reputazione degli acquitrini, luogo ideale per occultare un corpo, diventa il fattore attrattivo non solo per il killer ma anche e soprattutto per gli investigatori che fuoriescono dalla loro giurisdizione per avere la possibilità di immergersi nel caso.
Possono far tornare alla mente le dannate rocce di Picnic ad Hanging Rock che portano alla perdizione chiunque tenti la loro scalata e intrappolano per sempre tre candide ragazze. Sono altrettanto anonime e apparentemente innocenti per poi trasformarsi in un buco nero che inghiotte tutto e tutti: come unico decoro dei tronchi secchi con la vaga parvenza di essere stati degli alberi che spuntano dal terreno come tante dita rattrappite. Per un thriller poliziesco di grandi dimensioni e pretese è necessario uno studio approfondito per evitare di scadere nella noia, un'attenzione costante per mantenere la suspense e il coinvolgimento dello spettatore, lasciando intuire il mistero senza manifestarlo palesemente. Scivola via come la nebbia questo film dal potenziale alto che si spegne lentamente come una candela troppo consumata, vittima ingiusta di un genere per il quale tanto è stato detto e fatto con metodo e scrupolosità maggiori.
Fattore N:
La sfida finale tra il detective e l'assassino si gioca su primi piani sempre più stretti, nella fredda luce artificiale della casa teatro dell'ultima efferata strage: il cattivo provoca, il buono si rende conto che la cosa migliore da fare è reprimere il primordiale istinto vendicativo e lasciare che l'avversario trapassi lentamente, inginocchiandosi in silenzio ad osservarlo, con un misto di pietà e appagamento nello sguardo.
Margherita Merlo