19/07/2012

A LEZIONE DI ESORCISMO DA AGOSTINO TOMMASELLI

Il "cane di Dio" si aggira tra gli esseri umani in cerca di preda, pronto a colpire. In caso di possessione diabolica, la Chiesa e il cinema ci insegnano che esiste un solo rimedio: un sacramentale chiamato esorcismo...

Dal classico L'esorcista, fino a L'altra faccia del diavolo (da oggi disponibile in dvd e blu-ray per Universal), il Demonio è una realtà altrettanto efficiente e operante nel cinema quanto nella vita di ogni giorno. Grazie ai film, abbiamo imparato molte delle sue serpentine astuzie e i sistemi con i quali smascherarle. Ma il Nemico è sempre all'opera, sta in agguato come un brigante da passo e, soprattutto, lavora per convincerci che, lui, il Diavolo, L'avversario, Satana, Belzebuth, Il Serpente antico, non esiste: la sua suprema mossa tattica per continuare ad agire indisturbato. Per avere un quadro sinottico preciso su quali siano le operazioni diaboliche a danno dell'uomo, bisogna rivolgersi agli esperti. Uno dei più quotati in Italia è AgostinoTommaselli, autore del libro Spiriti maligni e curatore del sito Liberaci dal male

 
Da sempre quando si parla di esorcismi e possessioni demoniache, si crea un grande dibattito; anche il cinema ha affrontato tante volte l’argomento ma è difficile fare chiarezza su un argomento del genere e si rischia di confondere la realtà con la finzione. Cosa vuol dire esattamente avere a che fare con una persona posseduta? In cosa consiste l’esorcismo e su quali principi si sviluppa?
Gli esorcisti si rapportano ai posseduti un po’ come un medico si rapporterebbe a un malato, solo che qui la “malattia” è di tipo spirituale nonostante possano presentarsi ripercussioni sia sul piano psichico che fisico... Avere a che fare con un posseduto significa avere a che fare con una persona che si ritrova a vivere in una grande sofferenza. La possessione non è contagiosa, né è indicativa di un eventuale stato di peccato del posseduto: ci basti pensare che diversi “santi” sono stati posseduti dal demonio... Chi è posseduto ha bisogno di essere compreso, accolto e aiutato nel processo di liberazione, una liberazione che può avvenire solo per mezzo di Cristo e in Cristo.
L’esorcismo - diversamente dalle “preghiere di liberazione” che chiunque può fare - è un “sacramentale” della Chiesa cattolica che può essere celebrato soltanto da un sacerdote debitamente autorizzato dal Vescovo. Ovviamente ogni Vescovo, per il fatto stesso di essere Vescovo, è anche esorcista.
Cos’è un esorcismo? Fondamentalmente è una preghiera liturgica (e pubblica) con la quale la Chiesa domanda con autorità e in nome di Gesù Cristo che una persona o un oggetto siano protetti contro l’influenza del Maligno e sottratti al suo dominio.
 
Secondo la Chiesa, cos’è che si impossessa delle persone? Un’entità astratta, un demonio, di cosa si tratta? E come si sviluppa la possessione (come inizia il processo)?
A impossessarsi delle persone o a infestare gli oggetti - mobili o immobili - è sempre un demonio (o anche più demoni contemporaneamente). I demoni sono angeli corrotti, puri spiriti che si sono ribellati a Dio. C’è da dire, tuttavia, che in una possessione l’azione del demonio può esplicarsi solo sul corpo del posseduto e, al più, influire sulla sua mente, ma mai può estendersi alla sua anima. Solitamente il diavolo entra nel corpo del posseduto a seguito di un maleficio, di una fattura, oppure dopo che si è partecipato a pratiche occulte (magia, satanismo, spiritismo…) o esoteriche. Per quanto riguarda il maleficio e la fattura, c’è da notare che a rischiare la possessione, o più genericamente gli influssi e i disturbi del Maligno, non è soltanto chi li subisce - sempre ammesso che Dio lo permetta - ma anche chi li commissiona attraverso un mago o una strega…
 
Perché solo alcune persone vengono “scelte” e vengono possedute? Ci sono categorie di persone che sono più esposte a questo rischio? Perché in definitiva, vengono scelte?
È improprio parlare di scelta in questo ambito. Rischia maggiormente una possessione diabolica chi si espone più o meno volontariamente all’azione del Maligno. Facciamo un esempio. Il diavolo – i demoni – li possiamo immaginare come cani inferociti legati a una catena: il loro unico desiderio è quello di sbranarci; se noi rimaniamo al di fuori del loro campo d’azione, non possono farci nulla, ma se ci avviciniamo troppo, rischiamo di essere morsicati. Ebbene, entrare nel loro campo d’azione significa esporsi alla loro influenza, e questo può accadere tramite tutta una serie di pratiche che da sempre la Chiesa condanna, come la magia (sia bianca che nera…), la divinazione, l’occultismo, il satanismo, lo spiritismo,la negromanzia, ecc.
 
Ci sono dei sintomi attraverso cui è possibile riconoscere che una persona è posseduta?
Solitamente uno dei sintomi maggiori è l’avversione alle cose sacre. Poi ci sono sintomi più eclatanti che però tendono a manifestarsi con maggior evidenza durante gli stati di “crisi”, come la conoscenza di lingue sconosciute, di cose lontane o ignote e la forza sovrumana. A tutto ciò possono accompagnarsi anche malesseri di tipo fisico, soprattutto alla testa e/o allo stomaco, che si mostrano resistenti a qualsiasi cura medica o dei quali non si riesce a individuare la causa. Starà poi all’esorcista discernere, con l’aiuto di Dio, i disturbi di origine naturale da quelli di origine diabolica.
 
Se una persona viene sottoposta a un esorcismo, poi sarà libera in modo definitivo o il Demonio si può ripresentare?
Ci avverte Gesù nel Vangelo di Matteo (cf. Mt 12,43) che quando un demonio esce da un uomo, potrebbe ritornarvi con altri sette peggiori di lui: in questo caso la condizione che si verrebbe a creare sarebbe peggiore della precedente. Per evitare ciò, è necessario che la persona liberata non offra “appigli” al demonio. Colui che viene liberato, quindi, deve sforzarsi di vivere da autentico cristiano, rispettando i Comandamenti e vivendo una vita di Fede vera, di Carità profonda, di preghiera e Sacramenti (soprattutto la Confessione e la Messa con la partecipazione alla Comunione eucaristica): così facendo si corazzerà contro un eventuale ritorno dello spirito diabolico.
 
Ci sono dei simboli, amuleti, che gli esorcisti usano come strumenti o un esorcismo si basa solo su pratiche mentali?
Un esorcismo non si basa né su pratiche mentali, né sull’impiego di amuleti o talismani. Un esorcismo fonda la sua efficacia sull’uso del santo nome di Gesù fatto con Fede. Quando gli apostoli, in un episodio del Vangelo, chiesero a Gesù come mai non fossero riusciti ascacciare un demonio da un ragazzo, si sentirono rispondere: «Per la vostra poca fede» (Mt 17,20). Dunque è la Fede la chiave di tutto, la Fede in Gesù e nella potenza del suo santo nome. Poi, è vero, gli esorcisti possono anche avvalersi di gesti e segni sacri volti a “sostanziare questa Fede” (il Rituale stesso ne prevede alcuni). Tuttavia l’uso di questi segni non deve mai sfociare in un atteggiamento superstizioso: come spiego nel mio libro - Spiriti Maligni (EDB) -, si rischia di cadere in questo errore quando si comincia a pensare che compiere determinati gesti (unitamente all’impiego di specifici elementi quali l’acqua benedetta, il sale esorcizzato, le croci, ecc.) possa sortire una sorta di effetto liberatorio per il solo fatto di averli compiuti: fare ciò, significherebbe scadere in una mentalità magica. I segni, i gesti e gli atteggiamenti da tenere durante il rito esorcistico possono essere di grande aiuto nella lotta contro gli spiriti maligni perché sono in grado di infliggere agli stessi una grande sofferenza, tuttavia senza la Fede questi gesti e questi segni si ridurrebbero a delle mere pratiche senza alcuna efficacia.
 
Come si diventa esorcisti?
Tutti i Vescovi, come ho già detto, sono anche esorcisti. Ciò nonostante, a causa dei molti impegni, sono davvero pochi i Vescovi che praticano esorcismi in prima persona. Il Codice di Diritto Canonico al can. 1172 stabilisce che solo i sacerdoti che hanno ottenuto dal Vescovo del luogo peculiare ed espressa licenza possono legittimamente proferire esorcismi sugli indemoniati, e che il Vescovo del luogo deve concede tale facoltà soltanto ai sacerdoti che siano ornati di pietà, scienza, prudenza e integrità di vita, come a dire che tra tutti i sacerdoti solo i “migliori” possono essere assegnati a questo incarico.
(a cura di Giulia Giovannini)
 

 


La Redazione
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