30/04/2012 - Asiatico
Report dal Far East
Chiude alla grande la quattordicesima edizione del Far East Film Festival di Udine. Arrivederci al quindicesimo anno!
Si è chiuso sullo slogan “Peace, Love, Panda!” l’ultimo Far East Film Festival tenutosi a Udine dal 20 al 28 aprile. Giunta alla sua 14ma edizione, la storica manifestazione organizzata dal Centro Espressioni Cinematografiche si conferma come meta imprescindibile per cultori e professionisti della cinematografia dell’Estremo Oriente. Lo scopo, semplice e geniale, è diffondere attraverso l’Europa il cinema popolare asiatico partendo una delle città più “orientali” d’Italia. Anche quest’anno, l’obiettivo è stato ampiamente raggiunto. Non solo: da quattro edizioni, alla “semplice” proiezione di anteprime e ghiottonerie per appassionati e neofiti sono affiancate occasioni d’incontro per produttori e distributori, al fine di avvicinare i rispettivi mercati creando circuiti virtuosi di collaborazione. Perché, come ha sottolineato efficacemente il poster di quest’anno – una variazione pop-anarchica che mette un pacioso panda al posto di King Kong sulla cima del Chrysler Building - il futuro del cinema sta proprio nell’inevitabile incontro e nella contaminazione tra le due culture, quella asiatica e quella europea. Il panda in particolare – simbolo della Cina – riflette le scelte di programmazione di quest’anno, con una line-up nutrita di titoli inneggianti all’amore: almeno cinque titoli su 52 hanno la parola “love” nel titolo, e ben nove titoli sono commedie romantiche prodotte in Cina (Love is Not Blind di Teng Huatao) ovvero campioni d’incassi nella medesima (You Are The Apple of My Eye del taiwanese Giddens). Se l’amore trionfa, gli altri generi sono stati ugualmente ben rappresentati. Per continuare con le cifre, quest’anno se la sono giocata per numero di proiezioni Corea del Sud e Hong Kong. La prima ha partecipato con dieci titoli recenti e altrettanti d’epoca nella retrospettiva dedicata ai cineasti coreani negli anni Settanta. La seconda è stata in gara con dieci titoli tra cui l’anteprima mondiale The Bounty, commedia quirky di Fung Chin-Chiang e ben tre anteprime internazionali: l’esilarante commedia “mo lei tau” East Meets West 2011 di Jeff Lau, l’adrenalinico The Viral Factor di Dante Lam (recensiti con molti altri sul prossimo numero di Nocturno cartaceo), il pastiche erotico-fantascientifico The 33D Invaders di Cash Chin, oltre a una microrassegna di corti fuori concorso. Segue il Giappone con undici titoli, incluse due gustosissime anteprime internazionali tratte da manga di successo: da un lato, il viaggio nell’antica Roma di Takeuchi Hidechi con Thermae Romae, esemplare nel mettere in scena l’incontro tra Italia e Giappone sul terreno comune della “cultura dell’acqua.” Il film, proiettato due volte a grande richiesta del pubblico, è stato premiato come migliore pellicola dal pubblico virtuale di mymovies. Dall’altro, il viaggio nel mondo degli adolescenti sfigati di Tokio, la commedia sentimental-demenziale Afro Tanaka dell’esordiente Matsui Dago. Anche i sei titoli provenienti dalla Cina hanno riservato belle sorprese: il dramma Cockfighters di Jin Rui sulla Cina contemporanea e il road movie One Mile Above di Du Jiayi che attraversa buona parte della Cina e del Tibet, premiato con il secondo posto dal pubblico del Festival. Fa incetta di primi premi (pubblico e critica) il thriller semidocumentaristico coreano Silenced di Hwang Dong-hyuk, mentre guadagna il terzo posto il film sulla guerra di Corea The Front Line di Jang Hun. Oltre alle tante pellicole nuove e nuovissime di grande qualità, il Far East non ha rinunciato al glamour di photocall e incontri con alcuni delle star più celebri dell’Estremo Oriente – tra gli altri, il regista hongkonghese veterano del Festival Johnnie To e la giovanissima promessa della recitazione giapponese Renbutso Misako, vista in River di Hiroki Ryuichi. Se ci aggiungete un’infilata di eventi collaterali curiosi e interessanti, dalla maratona di origami alle lezioni di cucina filippina, fino alla classica gara di cosplay, il Far East rimane un’opportunità da non perdere per tutti i fanatici dell’Estremo Oriente.
Maria Carla Zizolfi